SICILIA ARTE                                       CULTURA

Arte  

L'altra faccia del Paradiso

   

    Di notte splende come un rosso occhio di fuoco. Dio giorno pare un nero deserto verticale. E' l'etna, detto mongibello
    dagli Arabi, tremila metri di vulcano sonnecchiante.
    Alla base i fiumi Alcantara e Simeto hanno scavato il proprio alveo tra le lave dando origine a gole stupende. Da qui, verso
    Messina, ci si inoltra sui peloritani, i Nebrodi, le Madonie, continuazione in Sicilia dell'Appennino.
    L'atmosfera sembra sospesa tra attesa e fatalismo: gli uomini dediti quasi esclusivamente alla pastorizia, le donne ai
    ricami e alle faccende di casa. Le riunioni in piazza, palcoscenico della vita cittadina, dopo il lavoro, al bar e la passeggiata
    sul corso la domenica.
    Paesi che sembrano scolpiti nella pietra grigia delle montagne, case accostate come tessere di un mosaico: Polizzi Generosa
    Petralia, Gangi, Cammarata, Caltabellotta.
    Paesaggi agricoli, culture foraggeredove le rocce contendono all'agricoltura lo spazio vitale in contrasto profondo con le
    zone costiere. Ma anche l'allegria della vendemmia o della raccolta di arance, limoni e mandarini sotto il tiepido sole invernale.
    Alle spalle di Palermo la rocca Busambra, con il bosco della Ficuzza, riserva di caccia di ferdinando I e la palazzina reale,
    base per le sue battute.
    E potremmo continuare all'infinito, perchè la Sicilia non solo sulla costa è un luogo molto particolare, strano, attraente.
  

FIUME ALCANTARA

 

ALTURE NEBRODI

 

     PETRALIA

 

ERUZIONE ETNA NOTTURNA

         

 

 

 

 

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